Castello di Donoratico
Castagneto Carducci (LI)Residenza del ramo comitale. Abbattuto nel 1447. Oggi la torre si vede dall’Aurelia, isolata fra i campi.
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Vai al contenutoNove secoli in Maremma e una collina dove oggi facciamo il vino.
Le carte ci nominano quando siamo ancora conti di Settimo. In mezzo ci stanno feudi, una signoria su Pisa e un verso di Dante che si studia a scuola. È una storia lunga, e non la portiamo come un vanto.
Di tutto quello che una famiglia mette insieme in nove secoli, la terra è la cosa che dura di più. Waldoma comincia da lì: 2,8 ettari a Castagneto Carducci, e la prima bottiglia nel 2025.
754 — 950 · L'origine
Veniamo da un fratello di Rachis, re dei longobardi. Si chiamava Ratcauso, e di lui si sa poco: per l'ottavo secolo è già molto.
Suo figlio Walfredo prende un'altra strada. Si chiude in convento e ci porta dentro anche i figli maschi. Le carte annotano, con garbo, che non tutti lo seguirono volentieri. Nel 754 fonda San Pietro in Palazzuolo, fra Monteverdi e la costa, e la carta di fondazione è il documento più antico che ci riguarda.
Walfredo sarà fatto santo, e non resta l'unico in famiglia: dopo di lui vengono San Guido e la Beata Gherardesca. Da qui facciamo cominciare la nostra storia, anche se le carte pubbliche ci contano da quattro secoli più tardi. Il suo nome è uno dei quattro che stanno dentro Waldoma.
950 — 1213 · Il casato
Per due secoli il cognome è un modo di dire: i figli di Gherardo. Nel 1178 le carte ci chiamano ancora conti di Settimo. Della Gherardesca compare solo nel 1213.
Gherardo è un conte del decimo secolo, con feudi in Maremma e il titolo di Volterra, che allora era una città che contava. Nel 1113 la famiglia arma una squadra navale e partecipa alla spedizione alle Baleari.
In mezzo, per tutti siamo i Tedicinghi, dal nome di Tedice, che torna in ogni generazione. Oggi sta su una delle quattro etichette.
1284 — 1289 · La signoria di Pisa
C'è un nome di famiglia che si incontra a scuola. Prima di quella pagina, però, c'è un uomo che fa scavare l'argento in Sardegna e fa di Villa di Chiesa, oggi Iglesias, la seconda città dell'isola. Le dà le mura e un codice di leggi suo.
Nel 1284, alla Meloria, comanda dodici galere nella giornata in cui la flotta pisana viene annientata. La sconfitta gli mette in mano la città, perché è l'unico che possa trattare la pace. Tiene la signoria di Pisa per quattro anni.
Poi la congiura, i mesi nella Torre dei Gualandi, e un verso di Dante che si può leggere in due modi. Lo raccontiamo come si racconta un parente scomodo: senza difenderlo troppo e senza rinnegarlo.
1200 — 1500 · I rami
Fra il Duecento e il Quattrocento il casato si divide in rami, e ogni ramo prende un pezzo di questa costa: Donoratico, Castagneto, Segalari, Bolgheri. Sono i nomi che si leggono ancora sui cartelli stradali.
I feudi si tengono con le mura, e con le mura cambiano mano. Qualcuno passa per via femminile ad altre case, qualcuno resta. Era il modo in cui la terra si muoveva in Toscana, e riguardava tutti. Negli stessi secoli arrivano i legami con i Cadolinghi e i Guidi, più tardi il trasferimento a Firenze.
Dal ramo di Segalari scende il versante dove oggi stanno i nostri filari. Il castello di Castagneto viene da quello stesso ramo, ed è ancora la casa di famiglia.
Un casato non si dimostra con un racconto. Si dimostra con le cose che si possono andare a vedere: mura, una torre, un’abbazia, un oratorio in fondo a un viale. Stanno tutte dentro pochi chilometri. E la vigna sta in mezzo.
Residenza del ramo comitale. Abbattuto nel 1447. Oggi la torre si vede dall’Aurelia, isolata fra i campi.
Cinto da mura sulla sommità del colle. Dal 1854 è la residenza della famiglia, e lo è ancora: l'unico che si abita.
Dal terzo ramo maremmano. Il versante che scende da qui è dove stanno i nostri duecento filari.
Settecento anni il volto pubblico della famiglia. Nel Novecento una discendenza tutta femminile lo porta a un altro casato.
San Pietro in Palazzuolo, fondata da Walfredo con la carta del 754. È il documento più antico legato a queste terre.
Eretto su commissione della famiglia nel 1703. Da qui parte il viale dei cipressi, e qui si ferma la poesia di Carducci.
2025 · La vigna
Bolgheri e Castagneto sono state dominio di casa per secoli, e la vite qui si coltiva da allora. È la costa che ha dato ai suoi vini il nome che hanno oggi.
Ci siamo tornati sul versante di Segalari, dove il ramo che ci riguarda aveva il castello. Due ettari e otto, duecento filari, esposti a est.
Duecento filari non fanno una grande cantina. Fanno una vigna che si guarda tutta in una mattina, e che si conosce pianta per pianta.